IO RAFFAELE VIVIANI - il Teatro di Tato Russo

IO RAFFAELE VIVIANI
















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Note


Molti intellettuali, compreso Antonio Ghirelli nella prefazione di questo spettacolo, mettono in relazione il teatro di Viviani, con quello di Brecht.
Io , per quello che può valere, sono totalmente d'accordo. Ciò detto, non mi dilungherò nell'elencare le innumerevoli similitudini che si riscontrano nei due autori. Rischierei di ripetere in modo maldestro concetti già espressi da persone molto più autorevoli di me.
Ma, se mi è consentito, vorrei espormi ad un rischio: trovare una similitudine tra Viviani e la sedia Thonet “14”.
Elemento che, insieme a pochi altri, ho deciso di inserire nell'impianto scenico. Inizialmente può sembrare riduttivo e per certi versi quasi irriverente. E' stato come trovare un nesso tra “ Gli asparagi e l'immortalità dell'anima “  del grande Achille Campanile. Ma, spulciando qua e la, qualcosa ho trovato. La Thonet 14, è considerata da tutti “ la sedia delle sedie.”






















Le Courbusier si esprimeva in questi termini : “ una straordinaria integrazione di tecnica e di stile. La sedia trasmette, attraverso un linguaggio estetico coerente e razionale, una leggerezza mai vista prima.”


Per esprimere un concetto, non è necessario avventurarsi in colte citazioni. Ecco, se dovessi descrivere il teatro di Viviani, potrei dire, in maniera sintetica ma efficace che: Il teatro di Viviani, pur manifestandosi attraverso un linguaggio popolare, aspro, a tratti violento, “ci trasmette sempre una leggerezza mai vista prima, una straordinaria integrazione di tecnica e di stile “ E' per questo motivo che in un palcoscenico vuoto dove troneggiano maestosi i tre elementi simbolo del teatro vivianesco e cioè il baule, simbolo del viaggio,l'anneto, simbolo del lavoro, il faro, simbolo dell'emigrazione, ho pensato di introdurre un quarto elemento : la sedia thonet.


Sarebbe stato più opportuno introdurre la sedia di paglia in sintonia con la nostra tradizione? Può darsi. Sarebbe, però, opportuno intendere questo accostamento, oltre che per le osservazioni in precedenza descritte, anche come il simbolo di una apertura verso un teatro di stampo Europeo tanto caro a Millo e Ghirelli ideatori di questo spettacolo.


Antonio Ferrante