KIRON cafè – IL CENTAURO - il Teatro di Tato Russo

KIRON cafè – IL CENTAURO

resize.php“KIRON café - IL CENTAURO” è ispirato al mito di Kirone il centauro, mezzo cavallo e mezzo uomo, l' essere che non ha sconfitto la propria natura animale. Eroi come Giasone e Achille furono suoi allievi e a cui insegnò molto. insegnò loro l’uso delle erbe medicinali, la bellezza, la saggezza e la natura... Tutti gli allievi di Kirone sono accomunati da un destino terribile, quasi che la conoscenza implichi necessariamente il venire a contatto con il dolore. Questo centauro buono che, per errore di Ercole, fu colpito da una sua freccia avvelenata senza poter morire perché immortale. In quel tempo, Prometeo era incatenato al monte Caucaso per aver donato il fuoco divino all’umanità: una importante e singolare sincronicità mitologica e simbolica, perché i due personaggi, Kirone e Prometeo, rappresentano la ribellione e lo stato d’essere necessari per il cambiamento, il salto, il nuovo, la libertà attraverso lo sciogliersi negli altri con cui si diventa tutt’uno. Kirone chiede a Giove la grazia per Prometeo e in cambio rinuncia all’immortalità, restituendo all’umanità il potere di scegliere. Kirone è soprattutto un essere saggio ed autorevole, un perfetto conoscitore della natura e delle sue leggi, ma è anche un conoscitore della psiche umana, della quale si fa terapeuta, indirizzando i suoi allievi e protetti, attraverso l’insegnamento e l’esempio, alla conoscenza principalmente di se stessi, oltre le strutture sociali. Scintilla intelligente e dinamica del divino, destinata ad illuminare il buio dei diversi tempi che si susseguono nel percorso di vita dell’umanità e capace altresì di anticipare il sempre imminente ed incalzante futuro, quasi la trasformare la temporalità in eternità. Kirone sta fra il vecchio e il nuovo. E’ simile al momento in cui la luce e il buio creano l’attimo fermo, l’attimo in cui ciò che è invisibile si può veder e ciò che è visibile può scomparire. L’attimo in cui il cavallo Kirone diventa uomo ma anche il contrario. Kirone, l’archetipo del guaritore ferito, rappresenta le nostre ferite fisiche, emozionali, spirituali e al contempo la nostra guarigione e al tempo stesso sfida verso un “sistema globale” anestetizzante e falsamente “rassicurante” che sta avanzando per cui il processo di guarigione dovrà affondare in radici profonde che l’individuo non potrà demandare ad un farmaco. Il caffè Kiron, in una striscia di confine tra Europa e Mediterraneo, tra occidente e povertà, tra mondi senza transito e avventori come Aiace, Achille, Aristeo, Asclepio, Atteone, Ceneo, Enea, Eracle, Fenice, Giasone, Oileo, Palamede, Peleo, Telamone, Teseo. Una commedia in teatro e danza, una ironia amara in cui Chirone, maestro di arti curative e saggezza , può per tutti ma non per se stesso.