Stagione 2016 - il Teatro di Tato Russo

La ragione degli altri

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“La ragione degli altri” fu ricavata da Pirandello da una sua novella dal titolo “Il nido”. La storia ci descrive un insolito impianto borghese dove la moglie tradita consente suo malgrado al tradimento del marito facendosene una ragione; il marito consente a continuare il rapporto con la moglie, a scapito dell’amore verso l’amante e l’amante consente a farsi una ragione della necessità del marito a non distruggere la relazione con la moglie. Insomma ognuno si inventa una maschera per sopravvivere all’inganno reciproco. L’arrivo in casa della coppia del padre della moglie sconvolge il silenzioso equilibrio che si era stabilito tra le parti e scompagina le ragioni d’ognuno ad accettare quel tipo di relazione, La regia e la riscrittura pone Pirandello contro Pirandello, cercando di guadagnare al di là di ogni sofisma e d’ogni poetica stantìa la tragicità della storia evitandogli la chiave del grottesco e seppellendo tutto nel mare degli egoismi d’ognuna delle parti in gioco: personaggi non più fatti teorema e dimostrativi di un gioco che è solo dell’autore, ma che diventano carne autentica e tragedie di vita vissute non solo come fantasmi disposti solo ad obbedire a un ordine retorico e puramente razionale e dimostrativo ma conseguenti ai dettami del cuore e delle lacrime d’ognuno. La storia resa libera così dalle maniere letterarie del novecento e proponendo un Pirandello senza Pirandello diventa di una attualità evidente e odiosa dove le ragioni degli altri prevalgono sempre sui diritti degli ultimi.

   

Gran Café Chantant

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Siamo ai primi del 900, nel cuore della belle époque. Molti teatri di prosa chiudono perché la moda dell’epoca li rende ormai deserti. Qualcuno per seguirla viene trasformato in ritrovo di numeri ben più allegrotti. Due coppie di artisti ormai alla fame sono costretti, loro detentori dell’antica arte della tragedia, a riciclarsi come vedette di café chantant. Una serie infinita di traversie e di avventure tutte da ridere li accompagna in quello che vuole soprattutto essere l’affresco d’un epoca edonistica e culturalmente in grande decadenza. Tato Russo riscrive e trasforma la commedia di Scarpetta in un vaudeville, che è un tourbillon di trovate e di caratteri, e intorno al classico divertentissimo intreccio scarpettiano ci propone l’analisi critica di un periodo storico che, pur durando lo spazio di una meteora, fu denso di significati culturali e civili, che chiudeva un secolo, l’Ottocento, e ne proponeva  un altro: quello dell’opera moderna. Un mitico quindicennio che, pur proponendosi come un’epoca di splendori, portava in se un periodo di miseria e decadenza. Nel 1900 i teatri di prosa chiudevano per lasciare spazio al Café Chantant. Questa nuova forma di spettacolo metteva in crisi quello tradizionale come accadrà qualche decennio più tardi con l’avvento del cinema e oggi con l’avvento dei one man show da cabaret. I luoghi teatrali si trasformavano. Chiudevano molti "teatri storici", altri per  sopravvivere erano costretti a modificare il repertorio. La vicenda dura un giorno, ma Tato Russo dilata lo spazio temporale di questa giornata, riferendola all’intero periodo di  quel quindicennio, dalla nascita, allo splendore, alla miseria del café chantant: un lungo giorno in cui cambia la moda, il gusto, la maniera di pensare della gente. E se l’azione parte dalla crisi del teatro di prosa determinata  dall’aggressione del café chantant, termina nella fine quest’ultimo a sua volta stroncato dall’avvento del cinema. Intorno ai quattro protagonisti della storia si muove una miriade di personaggi, che vagano tra tipi macchiette. Tato Russo ha impostato la commedia su questa folleggiante contrapposizione di  stili recitativi e di drammaturgia. Da una parte il linguaggio di commedia che sarà di Eduardo, dall’altra quello da farsa che è tipico di  Scarpetta. Da una parte un Felice, personaggio nel vero senso della parola; dall’altra il mondo delle caricature, dei trucchi, delle esagerazioni. Tato Russo ripropone cosi uno Scarpetta diverso, più vicino ai classici nelle linee di una direzione personale di fare teatro, laddove ogni intuizione critica non si propone mai come fine a se stessa ma sottostà invece ad un piano organico di messa in scena, in cui ogni elemento concorre in giusta proporzione con tutti gli altri. Uno spettacolo ricco di trovate, di colori, di contenuti. Un vero fuoco di fila affidato alla grande bravura di tutti gli interpreti con alla testa Tato Russo.

   

MOZART,CHI?

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di Vittorio Cielo con
Monica Berni,flauto --- M°Antonio Di Pofi, pianoforte
costumi Rita Forzano – scene Zeno Craig – foto Tommaso Le Pera
regia ENNIO COLTORTI

MOZART , CHI? di Vittorio Cielo da I Quaderni di Conversazione di Ludvig van Beethoven racconta il punto di vista di Antonio Salieri sulla vita del giovane antagonista . Il testo Vittorio Cielo è un’assoluta novità e continua lo sforzo di trovare un altro punto di vista sulla storia dei grandi ingegni del passato. Esso costituisce la continuazione perfetta de lo Shakespeare in love with Marlowe che tanto successo ha riportato nellla stagione 2016. La regia di Ennio Coltorti ci conduce a dare risposte a queste domande : Povero? (Il grande Haydn visse con la metà )Salieri un mediocre? (Fu maestro di Beethoven) Bambino prodigio? (Falsificava età e esami di musica) Il Requiem ?(Scritto da altri) La neve al funerale ? (C’era il sole). Favole molto redditizie per chi le racconta. Suonava e componeva come un dio ma non era un dio Nel 700 nasceva la grande industria europea della musica. C’era un continente intero da riempire di pianoforti e spartiti. Mozart, ricco a 6 anni, in tour ovunque, divo coperto d’oro e poi di debiti, era il caso perfetto per creare la Vittima Romantica.Il Cristo Rococò della musica.CIVILTA’ racconta il punto di vista di Antonio Salieri slla vita del giovane antagonista . Il testo Vittorio Cielo è un’assoluta novità e continua lo sforzo di trovare un altro punto di vista sulla storia dei grandi ingegni del passato. Esso costituisce la continuazione perfetta de lo Shakespeare in love with Marlowe che tanto successo ha riportato nellla stagione 2016. La regia di Ennio Coltorti ci conduce a dare risposte a queste domande : Povero? (Il grande Haydn visse con la metà )Salieri un mediocre? (Fu maestro di Beethoven) Bambino prodigio? (Falsificava età e esami di musica) Il Requiem ?(Scritto da altri) La neve al funerale ? (C’era il sole). Favole molto redditizie per chi le racconta. Suonava e componeva come un dio ma non era un dio Nel 700 nasceva la grande industria europea della musica. C’era un continente intero da riempire di pianoforti e spartiti. Mozart, ricco a 6 anni, in tour ovunque, divo coperto d’oro e poi di debiti, era il caso perfetto per creare la Vittima Romantica.Il Cristo Rococò della musica.

   

Alla faccia vostra

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"Alla faccia vostra" di Pierre Chesnot

Roma ai giorni nostri, la commedia si apre su Luisa che piange la morte del suo padrone Stefano Bosco, scrittore di grande successo, settantenne morto d'infarto.

A poco a poco i conoscenti stretti cominciano ad arrivare nell'appartamento. Il vicino Michele Garrone è il primo, Dottore di medicina è lui che decreta il decesso. Poi raggiungono il luogo Lucio Sesto e sua moglie Vanessa, rispettivamente genero e figlia dello scrittore. Per ultima Angela, seconda moglie del defunto, molto più giovane di suo marito, 40 anni , fa la sua entrata agitata nello studio di Stefano Bosco.

Molto velocemente il lutto che riunisce i personaggi si trasforma in una "transizione finanziaria" nella quale tutti vogliono avere parte e guadagnarci: la coppia Sesto cerca di coprire un enorme debito con un prestito della banca garantito dall'eredità di Vanessa, la figlia. Angela, progetta una nuova vita con tanti soldi e il suo nuovo amante francese. Il Dottor Garrone vuole comprare l'appartamento per farne finalmente il suo studio , il banchiere Marmotta che acconsente al prestito vorrebbe intascare una grossa percentuale sui futuri soldi di Vanessa.

Solo Luisa, fedele governante, vive per ricordare il genio dello scrittore. Ma ecco che tutto si capovolge e succedono fatti esilaranti che faranno tremare e crollare questi progetti. Ne nascono situazioni comiche dove una risata cinica e infantile è garantita.

Ovviamente è il personaggio di Gianfranco Jannuzzo, il genero Lucio Sesto, che conduce le avide danze che lo porteranno a crisi di nervi esilaranti diventando simpatico per le sue incapacità e disavventure. Molto comico è anche il personaggio di Debora Caprioglio donna che soddisfa tutti i piaceri di sesso senile dello scrittore per ottenere soldi soldi e ancora soldi.

L'adattamento sarà portato in Italia ai giorni d'oggi per vivificare di più la corsa al denaro e l'isterismo della nostra contemporaneità.

Patrick Rossi Gastaldi

   

La trilogia della Villeggiatura

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LA TRILOGIA DELLA VILLEGGIATURA di Tato Russo, da Goldoni rappresenta il primo atto della costituita Compagnia dei Giovani di T.T.R IL TEATRO DI TATO RUSSO che si propone di riportare tra i giovani e soprattutto nelle scuole il repertorio delle opere del maestro. La direzione artistica affidata a Carmen Pommella. La nuova formazione ha invitato la TTR a prevedere una sezione di teatro scuola all’interno della cooperativa per riproporre i molti straordinari successi del maestro a cominciare dal testo scelto per questa stagione e proseguire nei prossimi anni con Amleto, Sogno di una notte di mezza estate, La tempesta, Il Candelaio, Cappuccetto Blu, ‘O munaciello. La rivisitazione del testo di Carlo Goldoni magistralmente riconsegnata dal Maestro Tato Russo, ispira una regia frenetica e bizzarra. L’ambientazione nella Capri degli anni ‘50 suggerisce l’utilizzo di colori e atmosfere dalla bellezza irripetibili. Ci piace pensare, perciò, che l’autore abbia tratto ispirazione da situazioni viste e vissute durante la sua giovinezza. L’anello di congiunzione tra la frivolezza dell’epoca e i reali contenuti del periodo, sono le canzoni che si alternano alla prosa e che permettono un piacevole tuffo nel passato quando la musica sostituiva tutta o in parte un racconto di una storia d’amore o le avventure di un’allegra compagnia. Tutto quindi ruota intorno alle smanie, alle isterie, ai capricci di una gioventù che pretende di “stare” piuttosto che di “essere”.